Ricerca sociale e IA

by Marco Scarselli on 29 June 2017

Marco Scarselli, Data Scientist e imprenditore, non ha dubbi:

“10 anni fa quando, con i miei colleghi dell’università, abbiamo fondato la società di ricerca reteSviluppo era nei presupposti di dare grandissima importanza alla tecnologia: migliora la capacità di analizzare la realtà economico – sociale e ci ha permesso dare risposte veloci e complete ai nostri clienti.”

Fra i progetti sviluppati da reteSviluppo possiamo annoverare Odinet , motore di ricerca semantico di dataset: data una parola chiave, l’intelligenza artificiale insita nel programma  individua tutti i dataset (nel web o nel proprio archivio) relativi a quel tema / argomento / territorio, li rende omogenei, e ne fornisce una rappresentazione grafica.

 

“Lo strumento permette al decisore pubblico di individuare e dare una prima lettura dei dati in autonomia, permettendo ai centri studi regionali di concentrarsi sulla fase di approfondimento dei fenomeni.” Un altro progetto che fa largo utilizzo delle tecnologie “AI” è Tourinet: il sistema informativo, raccoglie informazioni dal web e dai social network turistici generando un piano di conoscenza in tempo reale sulle caratteristiche dell’offerta turistica. “Classificare tutte le informazioni presenti sul web sul tema turismo e renderle confrontabili e aggregabili è un qualcosa che solo l’intelligenza artificiale può fare in modo tempestivo: rispetto alle statistiche tradizionali il nostro cliente si trova un livello mai così dettagliato sui punti di forza e debolezza del territorio e la loro evoluzione nel tempo.”

Entrambi i progetti di ricerca e sviluppo sono stati realizzati grazie al cofinanziamento di fondi europei:

“la partecipazione al programma CReO FESR di Regione Toscana ci ha permesso di entrare in rete con importanti soggetti della ricerca nazionale, come ad esempio IFC CNR,  e di stabilire relazioni solide con soggetti di mercato che operano ad alto livello nel campo della Business Intelligence come ad esempio Sistemi Territoriali (parnter SAS). Il veloce scambio di idee fra privato e università generato da questi co-finanziamenti è un volano che permette di trasferire velocemente tecnologie, anche legate alla IA, dalla teoria alla vita di tutti i giorni”

“Nel nostro piccolo l’intelligenza artificiale ha avuto un impatto positivo anche a livello organizzativo interno: ha permesso di valorizzare il lavoro dell’uomo su attività a maggiore valore aggiunto lasciando alla IA le operazioni più ripetitive. Il tempo risparmiato è stato investito nello studio e nello sviluppo di prodotti ancora più innovativi e che potessero avere un impatto ancora maggiore sulla società. È in questo modo che abbiamo creato Kinoa”.

Kinoa è una  realtà spin-off di reteSviluppo impegnata specificamente nella realizzazione di prodotti innovativi per il bene pubblico attraverso l’integrazione di Big Data, tecnologie di Internet of Things e IA. Progetto di punta della start-up è Kimap: un’applicazione smartphone che permette di mappare in modo automatico l’accessibilità del territorio e contemporaneamente offrire funzione di navigazione ai portatori di disabilità motoria.

 

“In molti contesti urbani ed extraurbani, in strade, sentieri, nei luoghi di interesse, la presenza di barriere architettoniche – più o meno impattanti – rende estremamente complessa la mobilità di cittadini che utilizzano la sedia a rotelle anche per spostamenti a piccolo raggio. Negli ultimi anni l’innovazione tecnologica ha permesso di realizzare ausili/carrozzine in grado di aumentare enormemente la mobilità dei disabili. Essi ora sono in grado di spostarsi su lunghe distanze, con un’autonomia impensabile soltanto pochi anni fa, facendo crescere in maniera proporzionale le loro possibilità di lavoro e di svago. In questo contesto, ancora più di prima, l’accessibilità dei territori è il fattore chiave per l’autonomia dei disabili.”

“Quello che mancava prima di Kimap era uno strumento in grado di individuare i percorsi accessibili e confortevoli per il viaggiatore in carrozzina. La nostra comunità di Kimappers – cittadini in sedia a rotelle che utilizzano l’applicazione – ha già iniziato a mappare, alcune importanti città turistiche italiane fra cui Firenze, Roma e Bologna”.

Premiato anche alla Tuscan Big Data Challenge, competizione indetta dal SoBigData – laboratorio di ricerca promosso da Cnr, Scuola Normale di Pisa e IMt di Lucca, il progetto Kimap continua a crescere e mappare nuovi luoghi.

“Grazie all’entusiasmo di persone come Lapo Cecconi (Co Founder di Kinoa e presidente di ReteSviluppo) e Armando Dei (Socio di Kinoa e primo Kimappers) che è possibile diffondere e trasformare la tecnologia, di per sé neutra, ottenendo un impatto veramente positivo per tutti i cittadini”

articolo di Sara Aquilani @ Media Duemila – Rumors of the future

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applicazione open source per analisi e visualizzazione degli open data Eurostat

by Marco Scarselli on 3 February 2016

La disponibilità crescente di open data ben organizzati permette di creare nuovi prodotti e nuovi servizi: una delle fonti maggiormente interessanti da questo punto di vista è quella di Eurostat. Eurostat infatti permette l’accesso automatizzato ai suoi dati tramite varie modalità fra cui un interfaccia specifica (api SDMX) che il download diretto dei dataset completi (Bulk download)

Partendo dalla seconda modalità di accesso I laboratori di Rs Innova hanno realizzato un applicazione lato server denominata app.retesviluppo.it che permette di importare automaticamente i 6000 dataset presenti in Eurostat all’interno del sistema e di creare un workflow (gestito dalla librerie python Flask e Pandas) che li arricchisce con statistiche e classifiche. Come ulteriore output viene generata in tempo reale una mappa interattiva (tecnologia Leafletjs) e una tabella filtrabile.

I dati sono poi scaricabili in formato geojson, compatibile con i più importanti software e servizi gis di visualizzazione dei dati (come ad esempio CartoDB)

L’applicazione è già stata utilizzata con successo da alcune associazioni no – profit come Data Reporter che l’ha utilizzata per arricchire di contenuti e di mappe il proprio quotidiano ildatoquotidiano, testata giornalistica data driven che utilizza open data come fonte principale dei propri articoli.

E’ possibile contribuire al progetto accedendo al nostro repository git, o inviando suggerimenti e segnalazioni a scarselli@retesviluppo.it. Retesviluppo fornisce supporto per la creazione di workflow / cruscotti ad hoc per esigenze specifiche di soggetti pubblici e privati (link)

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E’ possibile fare Open Notebook Science a costo zero?

by Marco Scarselli on 2 October 2015

La Open Notebook Science è la pratica di rendere disponibili i dati e le procedure utilizzate in un progetto di ricerca, rendendo questi disponibili on-line a chiunque desideri analizzarli o riprodurli.

Al giorno d’oggi i costi per produrre un output compatibile con i principi della Open Notebook Science si sono ridotti in modo importante ed è possibile cimentarsi in questo nuovo modo di fare ricerca:  in molti casi è un azione a costo zero e vi è il vantaggio di poter condividere in tempo reale il proprio lavoro e di ricevere feedback e integrazioni. Questo dovrebbe essere un importante incentivo ad utilizzare questo standard. Astronomia, Fisica, Scienze Naturali hanno già imboccato questa strada e non vi sono motivi per cui le scienze sociali debbano rimanere indietro. Anzi vi è sempre maggiore bisogno di trasparenza e condivisione per legittimare (o rilegittimare) scienze come economia e sociologia davanti alle comunità scientifiche e all’opinione pubblica.

La possibilità di questa rivoluzione è data da strumenti e paradigmi provenienti dal mondo dell’open source. In questo articolo vi raccontiamo tre strumenti che utilizziamo con profitto nelle nostre ricerche

  1. linguaggi di programmazione / scripting open source e librerie statistiche certificate dalla comunità scientifica
  2. un linguaggio di markdown per condividere in modo ordinato e documentato l’output della ricerca
  3. sistemi di controllo di versione e di hosting di codice su web / GitHub

1.  linguaggi di programmazione / scripting e librerie statistiche

Per fare ricerca è importante appoggiarsi a software verificati e testati dalla comunità scientifica, così da non incorrere in errori di calcolo. Nei linguaggi R e Python sono state prodotte svariate librerie statistiche di elevata qualità frutto del lavoro congiunto di ricercatori, imprese e centri di ricerca. reteSviluppo utilizza nelle ricerche più avanzate il framework python denominato Scipy ( http://www.scipy.org/ )

2.  un linguaggio di markdown per condividere in modo ordinato e documentato l’output della ricerca.  

Jupyter è un software che permette di rappresentare e documentare con testo, grafici e tabelle l’elaborazioni ( https://jupyter.org/ ): supporta ad oggi 40 linguaggi di programmazione, inclusi i più polari nella ricerca scientifica come Python, R, Julia e Scala.

3.  sistemi di controllo di versione e hosting di codice su web

I sistemi di controllo di versione permettono di lavorare contemporaneamente ad un progetto di ricerca da parte di più ricercatori. Il sistema tiente conto delle modifiche che vengono inviati dai vari ricercatori e le modifiche possono essere confermate od annullate dal capo della ricerca.

Inoltre diventa facile trasferire tutto su web, su piattaforme come GitHub, permettendo la collaborazione di ricercatori enterni al gruppo di ricerca.

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Marco ScarselliE’ possibile fare Open Notebook Science a costo zero?

Il conflitto russo-ucraino può comportare una perdita di 120 milioni per le imprese fiorentine

by Marco Scarselli on 2 September 2014

centro commerciale MoscaLa crisi ucraina sta per presentare un conto salatissimo alle aziende fiorentine. Il Presidente russo Vladimir Putin ha ordinato infatti l’embargo su una lista di prodotti provenienti dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, in risposta alle sanzioni economiche comminate al suo Paese. Divieto di importazione di prodotti alimentari e, dal 1 settembre, di quelli legati al settore Moda: una batosta per le imprese dell’area metropolitana fiorentina quantificabile in circa 120 milioni di euro, pari al valore delle esportazioni realizzate verso la Russia da questi due settori nel corso del 2013.

La stima del danno che attenderebbe le imprese esportatrici fiorentine potrebbe essere in realtà più contenuta, considerando che l’embargo è limitato ad alcuni prodotti: via libera, ad esempio, ad eccellenze enogastronomiche quali vino e olio. Allo stesso tempo l’escalation del conflitto russo-ucraino in corso nelle ultime settimane potrebbe portare ad un muro contro muro diplomatico tra UE-USA, da un lato, e Russia, dall’altro: se l’embargo fosse esteso a tutti  i prodotti, il danno per l’economia fiorentina potrebbe allora assumere proporzioni ben più gravi, quantificabile in circa 300 milioni di euro, ovvero il 3,1% dell’export dell’area metropolitana. Appare inoltre non secondario sottolineare come, negli ultimi anni, il mercato russo sia stato tra quelli a maggiore crescita per le imprese fiorentine: dal 2011 al 2013 le esportazioni verso la Russia sono cresciute del 27,4%, un saldo positivo cui le imprese sono ormai davvero ben poco abituate a rapportarsi negli ultimi anni.

I dati sull’export verso la Russia delle imprese fiorentine, elaborati da reteSviluppo S.c. (Istat-Coeweb), mostrano quindi seri rischi di un indebolimento della presenza di queste aziende sui mercati internazionali. “Sulla politica estera”, commenta Marco Scarselli, ricercatore reteSviluppo, “chiaramente le aziende hanno ben poca facoltà di incidere, per questo il rischio di perdere un mercato che ha mostrato notevoli potenzialità negli ultimi anni non può che essere qualcosa che spaventa il tessuto produttivo fiorentino. L’attendismo, in questo caso, non può che peggiorare la situazione: occorre che le nostre aziende si mettano immediatamente alla ricerca di sbocchi di mercato alternativi, senza dimenticare che la qualità di alcune delle nostre produzioni resta non sostituibile dalla concorrenza proveniente da altri Paesi. Anche per questo motivo, è lecito pensare che il mercato russo non vada completamente perso anche di fronte ad un peggioramento delle relazioni diplomatiche tra Putin e i Paesi dell’Unione Europea”.

Se da un lato non è pensabile che la Russia possa proseguire con un atteggiamento di autarchia di sovietica memoria, è pur vero che altri Paesi nel frattempo non sono rimasti certo a guardare, cercando di sfruttare il gelo che si è creato tra l’ex gigante comunista e le democrazie occidentali: Turchia, Brasile ed altri Paesi latino-americani nelle ultime settimane stanno stringendo accordi di scambio con il mercato russo. Oltre agli effetti immediati sulla bilancia commerciale delle imprese dell’area fiorentina, la crisi di Kiev potrebbe comportare quindi degli effetti molto più duraturi nel medio e lungo termine.

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Open Data: un progetto di innovazione dalla Toscana

by Marco Scarselli on 8 May 2013

reteSviluppo partecipa al progetto ‘ODINet’ approvato a dicembre 2012 dalla Regione Toscana nel bando POR “Programma CreO FESR 2007-2013”.

Il progetto rientra all’interno del vasto movimento degli Open Data, che in Italia ha avuto una notevole accelerazione negli ultimi tempi anche grazie alle novità normative introdotte – Legge 17 dicembre 2012 n.221, cd. Open Data by default – grazie alle quali, dal 19 marzo 2013, tutti i dati e documenti che le pubbliche amministrazioni pubblicano con qualsiasi modalità, senza l’espressa adozione di una licenza d’uso, si intendono rilasciati come dati aperti. È perciò probabile che nei prossimi anni il web fornirà una sempre crescente disponibilità di dati ed informazioni, con relativi problemi legati alla loro fruizione in ragione della diversità di formati, protocolli, metodologie e infrastrutture tecnologiche.

Il progetto ODINet prevede lo sviluppo di metodologie ed interfacce standard di accesso diretto ai dati online in modo integrato e federato, e si propone di sviluppare nuovi metodi di interrogazione e caratterizzazione dei dati nel web, per mezzo di tecniche di analisi e classificazione inerenti le reti sociali, sfruttando i collegamenti tematici, geografici, telematici e sociali insiti nei dati.

Le principali ricadute positive del progetto riguarderanno la Pubblica Amministrazione, gli enti produttori di dati, i cittadini, le aziende e la comunità scientifica. ODINet infatti si propone di sviluppare strumenti in grado di rendere maggiormente fruibili dati ed informazioni oggi caratterizzati da frammentarietà ed estrema dispersione, elementi di forte ostacolo agli obiettivi di maggiore trasparenza ed efficienza che le pubbliche amministrazioni intendono perseguire anche grazie alla diffusione di dati liberi. Open Data non è solo sinonimo di trasparenza della PA, ma può rappresentare anche un importante vettore di sviluppo economico in un contesto globale in cui l’informazione sta diventando uno dei beni più ricercati dagli attori economici.

L’ambizioso obiettivo del progetto – che oltre a reteSviluppo vede la partecipazione di Sistemi Territoriali S.r.l. (capofila), Simurg Ricerche S.N.C., Istituto di Fisiologia Clinica CNR Pisa e CQR S.r.l. – è quello di distinguersi dalla “concorrenza” internazionale e migliorare uno strumento open source (StatPortal Open Data) ed un portale (DatiOpen.it) interamente “made in Italy” che possano essere dei nuovi punti di riferimento in quanto ad innovazione, integrazione, analisi e visualizzazione dei dati.

Maggiori informazioni sono presenti sul portale del progetto ODINet

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Marco ScarselliOpen Data: un progetto di innovazione dalla Toscana