Horizon 2020 e lo Strumento per le PMI: cosa dicono le statistiche?

di Rete Sviluppo scritto il 8 febbraio 2016

Horizon 2020 è uno strumento finanziario volto a garantire la competitività globale dell’Europa, creato per far sì che il Vecchio Continente possa basarsi su un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva. All’interno di tale iniziativa, è di notevole importanza lo Strumento per le PMI, uno schema di finanziamento ideato per quelle aziende che vogliono sviluppare innovazione per quanto concerne il prodotto, il servizio, il processo o il business model, con l’obiettivo di guadagnare competitività sui mercati nazionali e internazionali.

Lo Strumento è strutturato in tre fasi: una valutazione della fattibilità tecnico-commerciale dell’idea, lo sviluppo del prototipo su scala industriale con la prima applicazione sul mercato, fino ad arrivare alla fase della commercializzazione.

Il Piano per il biennio 2016-2017 prevede 4 scadenze per la fase 1 nel 2016 e 4 scadenze per la fase 2 sempre nel 2016; anche per il 2017 il numero delle scadenze è invariato. Il budget dello strumento ammonta a 353,4 milioni di Euro nel 2016 e 385,9 milioni di Euro nel 2017.

Ma, vediamo un po’ di dati che si riferiscono allo Strumento per le PMI di Horizon 2020. L’ultima “chiamata” del 2015, quella del 25 novembre, ha visto un grande successo con 3.146 proposte di progetto (nella precedente chiamata, quella di settembre 2015, le proposte presentate erano state 2.833, 1.873 per la fase 1 e 960 per la fase 2); di queste, 2.056 si riferivano alla fase 1, con una preponderanza di proposte che riguardavano le ICT, seguite da progetti inerenti i modelli di business innovativi e la salute. L’Italia è stato il paese con il maggior numero di proposte di progetto (398), seguita dalla Spagna (329) e dal Regno Unito (170). L’Italia, pertanto, ha presentato il 12,7% delle proposte totali per la fase 1.

Le proposte di progetto per la fase 2 sono state invece 1.090: queste hanno riguardato in particolar modo la salute, l’ICT e l’efficienza dei sistemi energetici. Anche in questo caso è stata l’Italia a presentare un numero maggiore di progetti (147), sempre seguita dalla Spagna (142) e dal Regno Unito (112). In questo caso l’Italia ha rappresentato il 13,5% delle proposte totali.

E il tasso di successo delle proposte presentate? Le statistiche riguardanti la chiamata di settembre 2015 (l’ultima per la quale sono disponibili i risultati) ci dicono che per la fase 1 sono state finanziate 141 PMI, provenienti da 24 paesi: per ogni progetto, i beneficiari di tale fase riceveranno 50.000 Euro per finanziare studi di fattibilità sui nuovi prodotti ideati. L’Italia si conferma il paese più rappresentato con 30 PMI ammesse al finanziamento (il tasso di successo delle proposte di progetto italiane è del 6,7%), seguita dalla Spagna con 24 e dal Regno Unito con 15; per la fase 1 il tasso di successo è stato del 7,5%.

Per la fase 2, invece, sono state 38 le PMI selezionate, provenienti da 13 paesi, per un importo totale dei progetti di 55,3 milioni di Euro. Anche in questo caso troviamo l’Italia in cima alla graduatoria delle proposte approvate con 10 progetti (il tasso di successo delle proposte di progetto italiane è del 4,5%), seguita dalla Spagna con 9 e dal Regno Unito e Ungheria con 3. Il tasso di successo di questa fase è stato del 3,4%.

I numeri ci mostrano come Horizon 2020 ed in particolare lo Strumento per le PMI sia un’iniziativa sempre più utilizzata dalle piccole e medie imprese che vogliono innovarsi e crescere in competitività. L’Italia, in particolare, è uno dei paesi più attivi nell’utilizzo dello strumento, ed anche i tassi di successo delle proposte paiono essere in linea con quelli medi europei. C’è da dire, tuttavia, che proprio il tasso di successo globale dei progetti è piuttosto basso: il motivo sarà da ricercarsi nella qualità dei progetti presentati o nell’eccessiva pignoleria dei selezionatori europei?

Rete Sviluppo

Professionisti e ricercatori che operano in diversi settori: ricerca sociale, economia, business advisory, sviluppo digitale, democrazia diretta e comunicazione.

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