Garanzia per i giovani. La grande sfida per il #lavoro per la nuova generazione

di Rete Sviluppo scritto il 11 dicembre 2013

Finalmente tra poco meno di un mese entra in azione il Piano Italiano per la Garanzia giovani, che prevede una serie di misure che favoriscano l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.

Si tratta di misure approvate dall’Unione europea, il Youth Employment Initiative, che dunque devono essere recepite da ogni stato membro; le linee strategiche prevedono che ogni Paese si impegni a garantire ai giovani un’offerta «qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio» entro 4 mesi dall’uscita dal sistema di istruzione o dall’inizio della disoccupazione. Per l’attuazione di queste misure l’UE fornirà all’Italia, per i prossimi 5 anni, più di un miliardo di euro (la disponibilità complessiva del provvedimento si attesta sul miliardo e 513 milioni di euro, compreso il cofinanziamento nazionale che quindi sarà pari a circa il 35% del totale).

Per fare in modo che queste misure siano realmente effettive, come si legge nel Piano di attuazione della Garanzia a livello nazionale, è opportuno individuare il target dei destinatari: si tratterà di misure che riguardano soltanto la fascia 15/24, giovani inoccupati o disoccupati, o di giovani non occupati che abbandonano precocemente un percorso di istruzione o formazione e non si registrano come disoccupati o inoccupati, ma cercano lavoro o sono disponibili a lavorare. Un target che si aggira intorno al milione di persone, non poche. Ricordo che per usufruire dei programmi per la Garanzia, i giovani dovranno iscriversi presso un servizio competente ai sensi D.Lgs. 181/2000 o presso il portale clic lavoro.

Una volta individuato il target di giovani, vediamo quali sono le misure previste. Per prima cosa una fase di informazione universale del programma (l’idea di un contest creativo per l’ideazione di uno spot e di una linea grafica su Zoppa, che mette a disposizione 16mila euro va nella giusta direzione: v. http://zooppa.com/it-it/contests/garanzia-giovani/brief); successivamente una fase di orientamento ai giovani, con il coinvolgimento di altri enti, istituzioni e soggetti attivi nella società civile, quali ad esempio l’Alleanza delle cooperative che già da qualche mese si è mossa insieme al governo per una completa attuazione della Garanzia. Un aiuto e una collaborazione che senza dubbio saranno indispensabili per far sì che queste misure non rimangano soltanto sulla carta.

Dopo una fase di accoglienza e analisi della domanda presentata, che prevede la stipula un c.d. “Patto di servizio” si procede alla definizione di un percorso personalizzato finalizzato all’inserimento lavorativo e/o al rientro nel circuito formativo/scolastico. Si tratta della fase-chiave del programma, in cui il giovane dovrebbe ricevere un’offerta di lavoro, di tirocinio, un contratto di apprendistato, la proposta di iscrizione al servizio civile; si garantisce anche un accompagnamento in un percorso di avvio all’impresa, per i soggetti con le competenze necessarie. Per quanto riguarda invece la formazione, sono previste azioni finalizzate all’inclusione lavorativa o al raggiungimento di una qualifica, borse di formazione e voucher per l’acquisto di servizi specialistici di sostegno eventualmente forniti dalla struttura formativa (in caso di strutture private).

Sarà tutt’altro che facile per lo stato e le regioni (che attueranno le politiche di cui ho detto sopra) garantire un’opportunità di lavoro o formazione per un milione di giovani, viste le estreme criticità presenti nel mondo del lavoro. Detto questo sembra che il programma per la Garanzia abbia i finanziamenti sufficienti e necessari per il target individuato (difficilmente verrà esteso alla fascia 25/29); sarà una partita complicata, uno strumento su cui l’UE ha investito molto, rivolto ai giovani, colpiti più di altre fasce dalla crisi del 2007/08. Sarà necessaria non soltanto un’azione condivisa da tutte le regioni e le province autonome, ma anche il coordinamento e la collaborazione con tutte le istituzioni, le categorie, le fasce attive nella società civile per fare in modo che tutti possano usufruire almeno di una prima opportunità occupazionale o di formazione. Nella speranza che in qualche caso non rimanga soltanto un’esperienza di tirocinio, ma cui faccia seguito un contratto di più lunga durata.

Rete Sviluppo

Professionisti e ricercatori che operano in diversi settori: ricerca sociale, economia, business advisory, sviluppo digitale, democrazia diretta e comunicazione.

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