La partecipazione in Toscana – La legge regionale n. 46 del 2013 ed i risultati ottenuti

di Rete Sviluppo scritto il 3 maggio 2016

Con la legge regionale n. 46 del 2013 in materia di “Dibattito pubblico e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”, la Regione Toscana ha dato seguito alla legge regionale n. 69 del 2007 “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”, prima in Italia in materia di partecipazione. Con queste previsioni normative la Regione è intervenuta direttamente nel rapporto tra istituzioni e cittadini cercando di incentivare e diffondere nuove forme e nuovi metodi di partecipazione; percorsi e regole condivise per discutere i problemi di una comunità, valutare le possibili soluzioni attraverso il dialogo ed il confronto, entro tempi definiti, nella fase che precede la vera e propria decisione.

Così come la legge regionale n. 69 del 2007, anche la legge regionale n. 46 del 2013 ha affidato ad una specifica Autorità per la garanzia e la promozione della partecipazione il compito di incentivare la partecipazione dei cittadini a livello regionale e locale per incoraggiare un rinnovamento delle istituzioni integrando la loro azione con strumenti di democrazia partecipativa nonché per diffondere la cultura della partecipazione e la valorizzazione di tutte le forme di impegno civico, dei saperi e delle competenze diffuse nella società. La Regione inoltre ho sostenuto e sostiene anche economicamente lo svolgimento dei processi partecipativi presentati da enti locali, imprese, associazioni, istituti scolastici, cittadini.

In base al rapporto redatto dall’Autorità per la garanzia e la promozione della partecipazione della Regione Toscana, nel periodo che va da Aprile 2014 a Maggio 2015, sono stati presentati 106 progetti la maggior parte dei quali, il 66%, da enti locali; complessivamente 54 su 106 progetti sono stati approvati (51%).

Se confrontiamo tale attività con quella svolta nel periodo 2008-2013 dall’Autorità istituita sulla base della legge n. 69 del 2007, notiamo che in tutto il periodo sono stati presentati 220 progetti di cui 116 (il 53%) sono stati finanziati. Se ne deduce che il numero di richieste presentate è cresciuto notevolmente considerato che in un anno e mezzo i progetti presentati sono stati, in valore assoluto, pari alla metà di quelli presentati in 5 anni di attività.

Altra considerazione da fare è che nel quinquennio 2008-2013 i progetti finanziati presentati dagli enti locali erano stati pari al 78%; nel 2014-1015 sono stati pari al 57% segno di una crescita delle altre tipologie di richiedenti. Significativo in particolare il caso delle imprese; nel 2008-2013 era stata soltanto una impresa a presentare la domanda mentre nel 2014-2015 sono già state già 12. Di queste soltanto 3 hanno però visto approvato il loro progetto.

Dando uno sguardo alla provenienza geografica dei progetti finanziati, il 33% proviene dalla Provincia di Firenze, il 15% dalla Provincia di Pisa, l’11% dalla Provincia di Lucca, il 9% dalla Provincia di Prato e Siena, il 7% dalla Provincia di Grosseto, il 6% dalla Provincia di Pistoia, il 4% dalla Provincia di Massa Carrara e Livorno, solamente il 2% dalla Provincia di Arezzo.

Il 40% dei progetti finanziati hanno avuto ad oggetto strumenti di programmazione e governance partecipativa (formulazione piani, regolamenti e/o politiche per la partecipazione; politiche pubbliche per la mobilità e i trasporti; politiche pubbliche per lo sviluppo economico/turismo; Bilanci partecipativi; piani di sviluppo locale e strumenti strategici; politiche per l’istruzione: progettazione offerta didattica; politiche pubbliche culturali; politiche pubbliche per l’integrazione), il 32% coesione e beni comuni (creazione legami/“patti” comunitari, contratti di fiume ecc; Piani partecipati della protezione civile; strategie di coesione sociale), il 28% la pianificazione territoriale (recupero e rivitalizzazione centri storici; formulazione piani urbanistici e regolamenti; progettazione ambientale; progettazione di servizi; progettazione e riqualificazione scuole e servizi scolastici; recupero edifici storici e progettazione di servizi).

I dati mostrano come la legge abbia svolto un ruolo di sensibilizzazione e sia sempre più un punto di riferimento per gli attori del territorio, non solo enti locali ma anche imprese, associazioni, comitati di cittadini che vogliono investire nella costruzione di percorsi inclusivi.

Il taglio alle risorse a cui anche tali processi sono andati incontro da parte della Regione Toscana rischia di colpire negativamente il trend positivo di crescita delle richieste visto sopra. La speranza è che nei prossimi mesi ed anni la Regione confermi gli stanziamenti degli anni precedenti in modo da sostenere anche economicamente i percorsi che verranno attivati sul territorio.

Rete Sviluppo

Professionisti e ricercatori che operano in diversi settori: ricerca sociale, economia, business advisory, sviluppo digitale, democrazia diretta e comunicazione.

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