Innovare per crescere

by Rete Sviluppo on 7 June 2016

PMI e Innovazione, quali sono le opportunità in Toscana?

Il 10 maggio scorso, la Regione Toscana ha organizzato il workshop “La Toscana che innova: imprese, ricerca e competizione”, nel corso del quale, partendo dall’esperienza dei bandi “Ricerca, Sviluppo & Innovazione”, vi è stato un confronto tra aziende, categorie e mondo della ricerca e della formazione sulle opportunità che sono state messe a disposizione dalla Regione Toscana e sulle nuove modalità di interazione e collaborazione tra il mondo della formazione e quello del lavoro.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i numeri dei progetti presentati e finanziati. Nel dettaglio, sono stati presi in considerazione:

  • Bando 1. Progetti strategici di ricerca e sviluppo
    Il bando finanzia progetti strategici di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale realizzati da Grandi Imprese in aggregazione con Micro, Piccole e Medie Imprese, ed eventualmente in collaborazione con Organismi di Ricerca.
  • Bando 2. Progetti di ricerca e sviluppo delle PMI
    Il bando finanzia progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale realizzati da Micro, Piccole e Medie Imprese, in forma singola o associata, ed eventualmente in collaborazione con Organismi di Ricerca.
  • Bando 3. Aiuti all’innovazione delle PMI

Il bando finanzia progetti di innovazione (Organizzativa e di processo) realizzati da Micro, Piccole e Medie Imprese, in forma singola o associata, del manifatturiero e dei servizi.
Le domande presentate nell’ambito dei tre bandi sono state 507 (41 per il Bando 1, 268 per il Bando 2, 198 per il Bando 3), di cui 357 ammesse alla fase 2 (Tasso di ammissione al 70%); di queste 357, sono state presentate 295 domande in fase 2, di cui 252 ammissibili a finanziamento e 138 finanziate (12 per il Bando 1, 38 per il Bando 2 e 88 per il Bando 3). Il tasso di finanziamento sulle domande presentate è del 27% (29% per il Bando 1, 14% per il Bando 2 e 44% per il Bando 3).

Ma cosa è stato finanziato? La maggior parte delle domande presentate (227) hanno riguardato l’ICT e la Fotonica, 173 la Fabbrica Intelligente ed 84 Chimica e Nanotec. Delle 138 domande finanziate, 63 riguardavano ICT e Fotonica, 42 Fabbrica Intelligente e 30 Chimica e Nanotec.

Con 44 progetti cofinanziati è Firenze la provincia che ne ha il maggior numero, seguita da Pisa con 27, Arezzo con 19, Prato con 14, Lucca con 13. Pistoia si colloca al sesto posto di questa particolare classifica con 9 progetti cofinanziati, seguita da Siena con 6, Livorno con 4 e Grosseto con 2. Non sono invece presenti progetti provenienti dalla provincia di Massa Carrara.

La Regione Toscana ha finanziato progetti per oltre 43 milioni di Euro, impegnandosi quindi nell’aiuto a PMI desiderose di crescere ed innovarsi. Del resto, quella dell’innovazione, è la strada maestra per spingere sulla crescita del nostro tessuto imprenditoriale, anche se è necessaria una sempre maggiore integrazione degli aiuti, al fine di far ripartire il motore degli investimenti produttivi. Senza quest’ultimi, infatti, possiamo dire addio alla competitività e ai tentativi di cogliere la ripresa. Inoltre, è doveroso far conoscere le opportunità in atto, visto che diverse indagini rilevano come gran parte delle imprese non sia a conoscenza delle possibilità di sostegno.

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Sempre più imprese stipulano il “Contratto di rete” . Da inizio 2013 +25%.

by Rete Sviluppo on 8 July 2014

Sono sempre di più le imprese che hanno deciso di mettersi in gioco e di affrontare i mercati globali con un nuovo strumento, il cosiddetto contratto di rete, che permette alle PMI che la sottoscrivono di fare squadra su progetti condivisi che, per dimensione, complessità e capacità innovativa, una singola impresa non potrebbe sostenere.

Secondo i dati INFOCAMERE elaborati da reteSviluppo oggi sono ben 7,870 le imprese coinvolte in 1,590 contratti di rete ed il numero è in costante crescita:  negli ultimi 18 mesi sono stati attivati 260 nuovi contratti e circa 2000 sono le imprese (+24,8%) che sono entrate a far parte delle reti. Ad ulteriore conferma di un trend in ascesa gli ultimi dati maggio-giugno segnano un ulteriore aumento del 5,2% nelle imprese coinvolte.

Ci troviamo di fronte ad una popolazione di imprese mediamente più dinamica della media nazionale: nelle reti, infatti, è forte la presenza di aziende che si occupano di manifattura hi-tech e di servizi ad alto contenuto di conoscenza. Fra le imprese dei servizi (51,6% del totale) ben 1 su 2 si occupa di servizi avanzati, fra le imprese manifatturiere (36,2% del totale) 1 su 3 è hi-tech e fra  le imprese di costruzioni (12,2 %)  più di 1 su 2 è svolge attività specializzate.

Infografica reti di impresa

Secondo Marco Scarselli, ricercatore di reteSviluppo – ente di ricerca spin-off dell’Università di Firenze – “bene l’adozione del contratto da parte delle imprese più dinamiche ma è necessario incentivarne l’utilizzo anche da parte di quei settori del Made in Italy e dei distretti industriali per il quale il contratto è stato pensato e nei quali ancora ha avuto una modesta applicazione

Le reti di imprese permettono del resto, da un lato, il mantenimento dell’indipendenza e dell’identità delle singole imprese partecipanti alla rete e, dall’altro, il miglioramento della dimensione necessaria per competere sui mercati globali.

Si tratta, pertanto, di uno strumento adatto al tessuto imprenditoriale italiano, composto da micro, piccole e medie imprese molto efficaci ma spesso incapaci di competere in termini di innovazione ed internazionalizzazione con imprese più strutturate e di maggiori dimensioni.

In tale contesto è chiaro allora che la parola d’ordine è innovazione”.

E proprio per tale motivo il D.L. n.78/10 ha istituito un’agevolazione fiscale, a favore delle imprese aderenti a un contratto di rete, consistente in un regime di sospensione di imposta sugli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma di rete, che abbia ottenuto la preventiva asseverazione da parte degli organismi abilitati.

E anche le Regioni, a ben vedere, nell’ambito dei loro poteri, potrebbero intervenire con agevolazioni fiscali, per esempio in materia di Irap.

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