Uscire dal tunnel in tre parole 

Uscire dal tunnel in tre parole 

di Lapo Cecconi scritto il 13 agosto 2015

Un prima la buona notizia: ci siamo, il tunnel è finito. A fine 2015 il Pil della Toscana potrebbe aumentare fino all’1,2%. Lo certifica il rapporto Irpet-Unioncamere sullo stato di salute dell’economia regionale. Uno virgola due percento, dicevamo. Sembra poco? Lo è.

Ma se messo a paragone con la crescita zero registrata l’anno scorso, assomiglia ad un numero a tre cifre. Bene anche la partita esportazioni. Il «tosco-export» ha battuto l’Italia 4 a 0, aumentando tra il 2008 e il 2014 del 25,4%, il quadruplo della crescita registrata nello stesso periodo in tutto lo Stivale.

Ora la cattiva notizia. I disoccupati nella nostra regione restano 170mila, il doppio rispetto al 2008 quando quel tunnel chiamato Crisi lo infilammo in buona compagnia di tutta l’Eurozona. La morale: siamo avanzati di un metro ma il traguardo è lontano chilometri.

Per proseguire spediti serve una rivoluzione mentale: cominciare a vedere la Toscana come un ecosistema produttivo, politico e socio-economico dove tutti gli attori giocano la stessa partita. Quella della ripresa e della ricerca di una nuova coesione sociale, dove le imprese, soprattutto quelle che innovano, si aggregano, conquistano nuovi mercati e investono in ricerca e sviluppo.

Tre parole ci separano da questo traguardo: Cooperazione, Innovazione e Trasparenza. Le lega lo stesso filo. Cooperazione, lo ripeto, per spingere le nostre PMI dal locale al globale, tramite una nuova cultura di impresa e modelli di business alternativi come i contratti di rete. «Cartelli» virtuosi di aziende in grado di collaborare a progetti e obiettivi condivisi per dare gambe a quell’Innovazione in grado di spalancare la porta ai mercati esteri.

In questa direzione  l’innovazione, però, deve riguardare anche tutta la politica dei servizi alle imprese, portate avanti oggi da una miriade di soggetti che spaziano dal pubblico al privato, dalle associazioni di categoria ai professionisti.  Per il nostro ecosistema dovranno essere servizi sempre   alla crescita delle nostre aziende, all’acquisizione di vera formazione specilizzata e sempre più costruiti intorno all’azienda.  In poche parole, se l’azienda cresce è perché c’è una squadra a supporto e non solo perchì il titolare è illumnato.

Siamo alla Trasparenza (che al contrario si legge Merito). La Regione può premiare e incentivare questo meccanismo con una governance che destini risorse su base produttiva e non assistenziale, premiando le idee innovative che magari restano murate dentro un piccola impresa a conduzione familiare o una start-up nata ma già sul viale del tramonto.

Ecco, se da domani, questo diventasse reale, avremmo appena inventato un piccolo ecosistema. L’esatto opposto della selezione darwiniana con cui la crisi ha selezionato i soggetti più forti e ucciso il resto. Un ecosistema dove ogni stakeholder, ogni corpo intermedio o soggetto politico gioca nella stessa squadra, avendo però preso insegnamento da questa crisi e rinnovando concretamente i propri ruoli. Basta illusioni o mantra consolatori, è il momento di brillare. Insieme.

Lapo Cecconi

Presidente di reteSviluppo si occupa del coordinamento interno delle divisioni aziendali e delle relazioni esterne. Autore del libro “Sopravvivere a una crisi ad altezza d’uomo” edito da Nerbini (2015)

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