La violenza di genere non nasce all’improvviso. Spesso ha radici sottili, nascoste nei comportamenti quotidiani: una battuta, un commento “ironico”, un giudizio sul corpo o sull’abbigliamento.
Per questo, come ReteSviluppo, abbiamo ideato un’attività educativa che permette a ragazze e ragazzi di confrontarsi con situazioni reali e attuali, chiedendo loro: “E tu come reagisci?”
Il nostro obiettivo è duplice:
- educare, offrendo strumenti per riconoscere i comportamenti inappropriati;
- raccogliere dati, per capire come i giovani percepiscono la violenza di genere oggi.
Un format semplice nell’aspetto, ma profondamente trasformativo.
Perché partire da un commento online?
Viviamo in un mondo dove l’identità passa anche dai social. Un commento come:
“Ma il tuo ragazzo approva queste foto?”
sembrerebbe un episodio banale. E invece contiene un messaggio implicito:
il corpo femminile visto come qualcosa che deve essere approvato da un uomo.
Situazioni simili colpiscono in modo quasi invisibile. È qui che interveniamo.
Come funziona l’attività
Nel nostro percorso, presentiamo agli studenti un questionario interattivo a punteggio, progettato insieme alle scuole, che mette al centro scenari realistici provenienti dalla vita digitale e offline.
Le opzioni di risposta non sono mai banali:
- alcune rappresentano forme di sostegno o presa di posizione;
- altre normalizzano stereotipi o si rifanno a frasi tipiche del web;
- altre ancora oscillano tra leggerezza e superficialità.
Proprio questa combinazione permette ai giovani di vedersi riflessi nelle loro scelte.

Un esercizio di consapevolezza
L’attività sviluppa tre competenze fondamentali:
1. Riconoscere l’ambiguità
Molte forme di discriminazione sono sottili. Insegniamo a coglierne l’essenza.
2. Ascoltare sé stessi
Le scelte rivelano valori, convinzioni, automatismi.
Non giudichiamo: facilitiamo la consapevolezza.
3. Mettersi nei panni dell’altra persona
Empatia, rispetto e attenzione emozionale sono competenze chiave per prevenire la violenza.
Perché è un format efficace?
Sostanzialmente si tratta di un gioco di ruolo basato sul metodo della ricerca-azione:
✔ È interattivo: partecipazione alta e interesse costante.
✔ È realistico: usa linguaggi, contesti e dinamiche del mondo dei ragazzi.
✔ È adattabile: si modula su età diverse e su differenti percorsi scolastici.
✔ È educativo e valutativo insieme: ogni risposta è anche un indicatore utile.
Il ruolo delle scuole
Collaboriamo con gli istituti perché crediamo che i contesti educativi abbiano un potere enorme: aiutare a crescere cittadini consapevoli, capaci di riconoscere la violenza già nelle sue forme più leggere e normalizzate.
Secondo l’ISTAT, oltre un terzo degli adolescenti dichiara di aver vissuto online comportamenti offensivi o indesiderati, e le ragazze risultano più esposte rispetto ai coetanei maschi.
(Fonti: ISTAT – Bullismo e cyberbullismo 2023)
Questi dati mostrano la necessità urgente di interventi educativi mirati.
La domanda che guida il nostro lavoro può essere riassunta in: “Come reagisci?”
Perché la prevenzione della violenza di genere non si costruisce con grandi gesti, ma con piccoli cambiamenti quotidiani.



