DCA: stigma, disinformazione e narrazione nell’era digitale

by Aurora Capanni on 15 Marzo 2024

DCA non significano solo cibo e corpo, ma anche e soprattutto salute mentale

Parola d’ordine: consapevolezza

Il 15 marzo è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata all’informazione e alla prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare (DCA).
Si è sentita la necessità di istituire questa ricorrenza in quanto queste patologie sono soggette ad uno stigma molto radicato e la disinformazione porta a sottovalutarle, a non riconoscerle e a non sapersi comportare di conseguenza.

Questi fenomeni sono purtroppo in continua crescita, soprattutto in seguito al periodo del lockdown, giungendo a toccare circa 3 milioni di persone solo nel nostro Paese1. Si stima, però, che i pazienti siano molti di più: spesso le persone non chiedono aiuto e tendono a nascondere questo genere di problematiche. La difficile rilevazione, infatti, dei DCA rende complicata la percezione della loro portata a livello sociale e a livello sanitario, con frequenti sottodiagnosi. La corretta rappresentazione, dunque, di ciò che significa realmente avere un disturbo dell’alimentazione, rende possibile affrontarlo con più facilità e comprenderne le sfaccettature, che talvolta sono invisibili ed insidiose.

Il ruolo dei social: una potente arma a doppio taglio

I social e il web, dal canto loro, contribuiscono alla diffusione di informazioni a riguardo, ma è molto importante comprendere in quale direzione si stanno indirizzando.

Le piattaforme propongono ogni giorno contenuti potenzialmente dannosi per chi possiede un DCA: diete detox, ricette fit, allenamenti estremi e i celebri format What I eat in a day, in cui le persone mostrano le proprie abitudini alimentari. Chi soffre di DCA rischia di essere estremamente sensibile all’esposizione di questi argomenti, in quanto è molto probabile che si inneschi il meccanismo del paragone, fortemente dannoso per questa categoria di persone. Bambini e adolescenti in particolar modo, a causa dell’età, tendono inoltre ad emulare maggiormente comportamenti scorretti o a desiderare fisicità non pertinenti ad una realtà sana, sottoponendosi a rischi maggiori di qualsiasi altra categoria. Non casualmente, infatti, negli ultimi anni l’età di esordio dei disturbi alimentari è drasticamente calata2.
Il fenomeno, inoltre, del bodyshaming, rischia di sottoporre ad attacchi mediatici molto pericolosi per la condizione di salute di chi si espone sui social.

Un’esposizione in crescita

Uno dei maggiori problemi risulta essere proprio il contenuto dei messaggi veicolati e le loro modalità di comunicazione. Alcune piattaforme con controlli non troppo rigidi rischiano di creare delle vere e proprie bolle tematiche, capaci di rendere gli utenti “prigionieri” di un blocco di contenuti penetrante, costante e alla lunga deleterio.

Nonostante le innumerevoli criticità appena illustrate, sui social questa narrazione scorretta non dà cenni di arresto. Questo perchè, in situazioni di fragilità emotiva e in momenti di difficoltà, il senso di comunità e di appartenenza ad un gruppo può essere molto d’aiuto per non sentire di star affrontando tutto da soli, dunque i social possono sembrare il luogo perfetto per ritrovarsi, parlare e condividere le proprie esperienze con gli altri. Possono essere talvolta, per molti, anche l’unico luogo dove potersi aprire senza timore, in quanto è ancora diffusa la paura di raccontarsi.

Ciò non vuol dire che non si debba parlare di questi temi, significherebbe andare contro l’intenzione di diffondere informazioni su questo argomento e non abbiamo bisogno di fare passi indietro. Sono però necessari controlli stringenti e provvedimenti mirati da parte delle piattaforme per cercare di limitare il più possibile la diffusione di comportamenti disfunzionali e l’innesco di meccanismi di insoddisfazione corporea, dei quali sono responsabili. Favorendo, invece, la produzione e la diffusione di contenuti certificati da autorità competenti in materia, sarebbe possibile supportare maggiormente coloro che soffrono e dare importanti indicazioni di comportamento anche a chi sta loro accanto, per annientare tutti insieme questo mostro invisibile.

  1. fonte: Quotidiano Sanità, 15 marzo 2023 ↩︎
  2. fonte: Ministero della Salute ↩︎
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Aurora CapanniDCA: stigma, disinformazione e narrazione nell’era digitale

ReteSviluppo formatore a “Le regole del gioco”

by Stefano Ciapini on 17 Maggio 2023

ReteSviluppo ha partecipato come formatore a “Le regole del gioco”!, incontri di formazione e esperienze a confronto su social media, videogiochi e adolescenza. 

Un progetto promosso da Regione Emilia Romagna che ha scelto di introdurre lo scorso anno, approfondimenti sui diversi interventi che si possono realizzare per prevenire e contrastare forme di disagio di diversa entità, avvalendosi dei mezzi tecnologici che consentono un contatto e una relazione a distanza.

Una serie di laboratori esperienziali che aiuteranno i professionisti a mettere in pratica quanto già conosciuto a livello teorico per imparare anche ad esplorare possibili attività con cui intercettare e coinvolgere in modo interattivo gli adolescenti.
Dal questionario somministrato nel 2022, rispetto a piste da seguire e tematiche da sviluppare, sono stati individuati tre ambiti di approfondimento:

  • Strumenti social e comunicazione efficace.
  • Videogiochi e utilizzo a fini educativi.
  • Elementi per una diagnosi differenziale: vita online versus addiction.

Gli obiettivi sono:

  1. Aumentare la conoscenza degli strumenti digitali e del possibile utilizzo educativo
  2. Migliorare le possibilità di interazione con adolescenti e giovani
  3. Incrementare la dotazione strumentale dei professionisti in materia di comunicazione, educazione e cura rispetto alle giovani generazioni

 Nel mese di Maggio 2023 Ester Macrì, presidente di ReteSviluppo, curerà e presenterà tre delle giornate formative dal titolo “Social: strumenti social – comunicazione efficace”

Lunedì 15 Maggio, a Bologna, si è tenuto il primo appuntamento.

3 i laboratori cui i professionisti hanno potuto sperimentare:

  1. Twitch, la nuova piattaforma 
  2. Instagram, come utilizzarlo al meglio
  3. Funzione educativa dei meme

Mercoledì 24 Maggio è previsto il nuovo appuntamento a Forlì con nuovi laboratori.

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Stefano CiapiniReteSviluppo formatore a “Le regole del gioco”

ReteSviluppo al 2° convegno sul Videogioco in Italia

by Jacopo Ragusa on 8 Maggio 2023

Venerdì 5 Maggio, Ester Macrì, presidente di ReteSviluppo e Lapo Cecconi, founder e consigliere, sono intervenuti alla seconda edizione di “Il Videogioco in Italia”, il convegno organizzato dall’Università di Salerno su varie tematiche legate al mondo dei videogame. Tre le sessioni principali: Public History, Media Studies e Learning by gaming.

Il paper di ReteSviluppo è stato selezionato per la terza sessione “videogiochi ed educazione”. Nel dettaglio, Lapo Cecconi ed Ester Macrì hanno presentato il percorso di costruzione partecipata di videogiochi svolto da ReteSviluppo all’interno del progetto Good Gamer Toscana.

L’obiettivo del progetto è promuovere digital skills nell’ambito dei videogiochi usando la costruzione partecipata in chiave educativa.

Ma come funziona il progetto? Gli esperti di ReteSviluppo incontrano i ragazzi delle scuole superiori che hanno aderito al progetto e costruiscono insieme un videogioco. Dopo un primo incontro di riflessione partecipata circa il mondo dei videogiochi, i ragazzi e le ragazze diventano i protagonisti della costruzione. Tramite semplici strumenti di programmazione, GDevelop o Twinery e Canva Pro, cominciano a costruire il videogame dopo aver scelto, collettivamente, il tema e la storia. Dal videogioco sull’Agenda 2030 che presenta 5 livelli sulla tematica della sostenibilità, al videogame sulla Divina Commedia con Dante Alighieri che deve attraversare, sconfiggendo i nemici, i 3 livelli (Inferno, Purgatorio e Paradiso) per raggiungere Beatrice; dal gioco sulla tifoseria di calcio ad una graphic novel su un pilota americano della seconda guerra mondiale fino ad arrivare ad un ranocchio che scopre gli effetti distruttivi degli stupefacenti. Questi sono alcuni degli esempi riportati da Ester Macrì.

Le criticità di tale approccio sono diverse: spesso le scuole sono sfornite di strumentazione tecnica adeguata, le capacità digitali di base dei ragazzi sono sempre minori e il lavoro di gruppo non sempre funziona. Ma, sicuramente, dall’altro lato, le potenzialità dell’approccio sono numerose: un team multidisciplinare che segue costantemente i ragazzi nella realizzazione, un coinvolgimento diretto dei ragazzi stessi, lo sviluppo di vere e proprie competenze e la semplicità degli strumenti adottati rendono il progetto realmente funzionale!

E per il futuro? ReteSviluppo sta già pensando a nuove idee per utilizzare il gaming in forma educativa. La nuova sfida per il futuro, allora, sarà quella di utilizzare il Metaverso per sperimentare nuove esperienze sempre più immersive ed innovative.

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Jacopo RagusaReteSviluppo al 2° convegno sul Videogioco in Italia

Il digitale a servizio dell’inclusione

by Stefano Ciapini on 4 Maggio 2023

Il digitale, spesso, oltre a presentarsi come una barriera per chi ha meno mezzi, funge da amplificatore e facilitatore di comportamenti e linguaggi d’odio. Questo anche grazie all’anonimato e al fatto di essere “dietro a uno schermo”, condizione che può far percepire come distanti le conseguenze delle nostre azioni online. L’obiettivo del progetto è dunque quello di educare i ragazzi e le ragazze ad un corretto utilizzo della rete e dei social network, in un’ottica che restituisca centralità alla persona e alla sua individualità.

Una quotidianità, la nostra, definita dagli studiosi “onlife”, nella quale il confine tra reale e digitale è sempre meno definito e le due dimensioni sono sempre più interconnesse. Si rende quindi necessaria un’azione di sensibilizzazione che faccia dell’online un ponte per avvicinarci agli altri, non un luogo di esclusione che legittima atteggiamenti violenti. 

È la scuola, il luogo dell’istruzione per eccellenza, che deve farsi carico dell’onere di insegnare a coloro che sono i futuri cittadini il modo più corretto e rispettoso per interagire all’interno di questa realtà. 

Per rendere possibile ciò viene quindi promosso l’impiego di una didattica digitale interattiva. Un tipo di didattica che si concretizza attraverso l’uso di semplici strumenti operativi e laboratori che toccano temi e situazioni della vita online, grazie ai quali incoraggiare il dibattito e il confronto, nonché una fondamentale presa di consapevolezza sulla vita online (o onlife). 

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Stefano CiapiniIl digitale a servizio dell’inclusione

Incontro con i genitori dei ragazzi del progetto Good Gamer Toscana

by Stefano Ciapini on 14 Aprile 2023

L’evento si è tenuto alla scuola Ghiberti di Firenze e anche questa volta gli esperti di ReteSviluppo hanno presentato ai genitori il progetto e i risultati ottenuti dagli incontri che i figli hanno svolto a scuola durante le ore scolastiche.

Ester Macrì, Presidente di ReteSviluppo, e Gabriele Cannarozzo, formatore, hanno approfondito nello specifico la tematica della comunicazione dei giovani ragazzi sui social network.

In seguito i genitori stessi sono stati messi alla prova tramite un divertente gioco di simulazione per riflettere sui comportamenti dannosi da tenere in rete.

Molto interessanti sono stati i confronti tra gli esperti di ReteSviluppo e i genitori!

I nostri ragazzi sono in grado di comprendere i rischi della rete e dei videogiochi? Sono in grado di vivere in una vita che ormai è vissuta online?
Ma soprattutto, conoscono ancora la profondità delle emozioni? Queste sono solo alcune delle domande sulle quali gli esperti, i genitori e le insegnanti hanno potuto riflettere.

Un grande ringraziamento va a Good Gamer Toscana per aver curato e finanziato tale progetto che ha riscosso veramente molto successo lato alunni, lato insegnanti e lato genitori.

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Stefano CiapiniIncontro con i genitori dei ragazzi del progetto Good Gamer Toscana

Percorsi formativi sulle nuove tecnologie per adolescenti sempre più consapevoli: il contributo di Ester Macrì

by Stefano Ciapini on 13 Aprile 2023

Giovedì 6 aprile 2023 si è svolto il primo incontro dell’ultimo ciclo di Formazione online del progetto Good Gamer Toscana, dedicato a operatrici e operatori dell’area Toscana Centro! 

Ester Macrì, presidente di ReteSviluppo, è intervenuta in questo primo incontro offrendo un quadro delle nuove piattaforme digitali e il loro funzionamento, soffermandosi sull’importanza di un uso consapevole delle nuove tecnologie.

Ha offerto, inoltre, alcuni spunti su quelle che possono essere le potenzialità delle nuove piattaforme digitali specialmente in percorsi di prevenzione ed educazione indirizzati a adolescenti e preadolescenti.

Con gli strumenti giusti i ragazzi e le ragazze potranno, quindi, essere educati affinché diventino i protagonisti del buon uso delle nuove tecnologie. Attraverso percorsi educativi costruiti con il loro linguaggio e nei loro spazi potranno acquisire la consapevolezza e la capacità di divenire creatori attivi di contenuti digitali invece che meri fruitori passivi.

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Stefano CiapiniPercorsi formativi sulle nuove tecnologie per adolescenti sempre più consapevoli: il contributo di Ester Macrì

TikTok ruba il tempo (e il sonno) agli adolescenti fiorentini.

by Stefano Ciapini on 13 Marzo 2023

Quasi il 70% dei ragazzi e delle ragazze non si accorge del tempo che passa su TikTok e lo usa fino a tarda notte.
Su 436 liceali di Firenze che hanno risposto al sondaggio, il 37,15% dichiara che gli è capitato spesso di passare del tempo su TikTok fino a tarda notte senza accorgersi del trascorrere del tempo.
A questi si aggiunge un 31,19% di studenti e studentesse che hanno addirittura dichiarato che ciò capita “sempre”. Al 18,80% è capitato raramente e solo al 12,84% degli studenti e delle studentesse non è capitato mai.

Di fronte a questi dati non può che emergere una certa preoccupazione. Come porre un argine alla diffusione di un comportamento sicuramente nocivo per la salute e il benessere degli adolescenti? Il divieto di utilizzo è davvero l’unica strada percorribile?
È possibile pensare percorsi di educazione digitale che ci rendano consumatori consapevoli in grado di essere protagonisti del proprio tempo e non schiavi di un algoritmo?
Secondo la dott.ssa Ester Macrì, sociologa e presidente di ReteSviluppo: “TikTok è costruito ad arte per tenerci incollati ore e ore, e questo capita anche a noi adulti. Il dialogo all’interno della scuola e la formazione di docenti, educatori e degli stessi ragazzi è fondamentale per fornire prime risposte a questo preoccupante trend. Occorre incentivare percorsi che stimolino gli adolescenti a riflettere da protagonisti sull’uso che fanno delle piattaforme digitali.”

ReteSviluppo s.c.
Centro di ricerca su digitale e media education
info@retesviluppo.it
Dott.ssa Ester Macrì 3332581974 ester@retesviluppo.it

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Stefano CiapiniTikTok ruba il tempo (e il sonno) agli adolescenti fiorentini.

ReteSviluppo va a scuola col progetto “Salto con la rete revolution!”

by Stefano Ciapini on 1 Marzo 2023

Il progetto è inserito all’interno del piano “Le chiavi della Città” del Comune di Firenze in collaborazione con Diaconia Valdese Fiorentina. 

Nello specifico i formatori di ReteSviluppo, Ester Macrì, Gabriele Cannarozzo, Floriana Harder e Benedetta Paoletti hanno incontrato circa 60 ragazzi e ragazze delle classi seconde e terze della scuola media.

Lo scopo del progetto è quello di sensibilizzare i ragazzi verso un uso più consapevole della rete attraverso divertenti giochi di simulazione. Nel dettaglio, ogni classe ha partecipato a due incontri:

  • nel primo incontro, i ragazzi sono stati trasportati in uno spazio digitale dal nome Zirma in cui l’unica regola per gli abitanti è quella di divertirsi. I formatori di ReteSviluppo hanno presentato loro sei abitanti di Zirma mostrando un loro post. Ai ragazzi è stato successivamente chiesto di rispondere, tramite il proprio smartphone, al post del personaggio con un commento personale. Successivamente i commenti sono stati letti e le tematiche che sono emerse hanno permesso ai formatori di sensibilizzare i ragazzi sulle problematiche principali che possono essere incontrate in rete: cyberbullismo, body shaming, razzismo, adulatori online, trolling, haters…
  • nel secondo incontro, invece, i ragazzi hanno partecipato ad un gioco chiamato “Chi è l’impostore?”. Sono state presentate loro delle situazioni particolari all’interno delle quali cinque personaggi diversi avrebbero assunto posizioni diverse. Tramite un dibattito, gli alunni avevano l’obiettivo di individuare il personaggio impostore, ovvero quella figura che avrebbe assunto la posizione più scorretta per se stesso e per gli altri. Con una votazione finale, la classe ha, quindi, scelto l’impostore. Ogni personaggio indovinato ha portato un punto alla classe. Anche questo gioco è stato la chiave per poter affrontare nuovamente alcune dinamiche della rete quali i meccanismi e i rischi dello shopping online, l’uso corretto della messaggistica, l’uso corretto dei videogiochi…

Nel complesso il progetto ha riscosso un doppio successo: gli alunni si sono sì divertiti ma sono stati anche capaci di comprendere e di ragionare su tematiche importanti quali i rischi che la rete si porta con sé. 

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ReteSviluppo al convegno dell’Ordine dei Medici: presentata la ricerca “La messaggistica istantanea nell’esercizio della professione medica”

by Stefano Ciapini on 27 Febbraio 2023

Sabato 18 Febbraio 2023 Lapo Cecconi e Ester Macrì di ReteSviluppo hanno presentato la ricerca “La Messaggistica Istantanea nell’esercizio della Professione Medica” all’interno di una mattinata di confronto organizzata dall’Ordine dei Medici di Firenze.

Durante tutto il 2022 ReteSviluppo ha effettuato un’indagine online che ha coinvolto oltre 1500 professionisti dell’Ordine dei Medici di Firenze.

I risultati riportati sono assolutamente significativi e evidenziano la grande portata della messaggistica istantanea nell’esercizio della professione medica. Per riportare alcuni dei dati più significativi:

  • 8 medici su 10 hanno contatti con gli assistiti tramite smartphone
  • a seguito della pandemia 1 professionista su 2 comunica con i pazienti via WhatsApp
  • WhatsApp è l’app di comunicazione in assoluto più utilizzata (84,3%)
  • nello specifico WhatsApp viene usata per comunicare con i pazienti (53,9%), per fissare appuntamenti (39,8%), per inviare prescrizioni (20,7%), per valutare esami e dare consigli terapeutici ai pazienti (42%), per scambiare informazioni cliniche dei pazienti con i colleghi (56,1%)
  • la messaggistica istantanea risulta essere invasiva nella privacy e nella sfera privata di un medico

A concludere la mattinata le parole del presidente dell’Ordine Dattolo: “La messaggistica tramite cellulare permette di dare in tanti casi risposte rapide e tempestive ai pazienti, sciogliendo dubbi e timori, andando incontro alle esigenze più varie. È importante tuttavia non perdere di vista il confronto umano, di persona, che resta il centro di questa professione. Occorre anche porre attenzione al tema della privacy e restare aggiornati sulle nuove opportunità di comunicazione che si presenteranno nei prossimi anni per essere sempre al fianco della popolazione e nei loro bisogni di cura”.

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Progetto Youngle per Good Gamer Toscana | 4 febbraio, Livorno

by Stefano Ciapini on 24 Febbraio 2023

Sabato 4 Febbraio si è svolto a Livorno l’incontro di formazione per i peer del nuovo centro Youngle Games Livorno, finanziato da Anci Toscana e Regione Toscana nell’ambito del progetto Good Gamer Toscana.

La formazione si è basata sull’esperienza dei Peer Senior di Siena: 4 ragazzi tra i 16 e i 19 anni che tutte le settimane mettono a disposizione il loro tempo e le loro capacità per aiutare altri ragazzi in difficoltà.
Come? Tutti i ragazzi che ne avranno bisogno possono chattare in modo anonimo, sicuro e gratuito sulla App di Youngle ed avere così uno spazio in cui esprimere dubbi, paure, desideri, difficoltà e molto altro.

Dall’altra parte della chat ci troverete sempre dei ragazzi che sono lì proprio per ascoltare e accogliere chiunque abbia voglia di aprirsi con loro. Ci sono anche degli psicologi sempre a disposizione gratuitamente per chiunque ne avesse bisogno!

Il motto dei nostri Peer di Siena è: “Nella giungla della adolescenza, una liana per la sopravvivenza”.
Le parole d’ordine di questa giornata e di questo progetto sono: accoglienza, ascolto, assenza di giudizio, parità e condivisione. Se anche tu vuoi far parte di questo progetto o se sei interessato al servizio che esso svolge scarica l’App Youngle (Play storeApp store) o visita il profilo Instagram di Youngle della tua città.

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