ReteSviluppo al 2° convegno sul Videogioco in Italia

Venerdì 5 Maggio, Ester Macrì, presidente di ReteSviluppo e Lapo Cecconi, founder e consigliere, sono intervenuti alla seconda edizione di “Il Videogioco in Italia", il convegno organizzato dall'Università di Salerno su varie tematiche legate al mondo dei videogame.

Venerdì 5 Maggio, Ester Macrì, presidente di ReteSviluppo e Lapo Cecconi, founder e consigliere, sono intervenuti alla seconda edizione di “Il Videogioco in Italia”, il convegno organizzato dall’Università di Salerno su varie tematiche legate al mondo dei videogame. Tre le sessioni principali: Public History, Media Studies e Learning by gaming.

Il paper di ReteSviluppo è stato selezionato per la terza sessione “videogiochi ed educazione”. Nel dettaglio, Lapo Cecconi ed Ester Macrì hanno presentato il percorso di costruzione partecipata di videogiochi svolto da ReteSviluppo all’interno del progetto Good Gamer Toscana.

L’obiettivo del progetto è promuovere digital skills nell’ambito dei videogiochi usando la costruzione partecipata in chiave educativa.

Ma come funziona il progetto? Gli esperti di ReteSviluppo incontrano i ragazzi delle scuole superiori che hanno aderito al progetto e costruiscono insieme un videogioco. Dopo un primo incontro di riflessione partecipata circa il mondo dei videogiochi, i ragazzi e le ragazze diventano i protagonisti della costruzione. Tramite semplici strumenti di programmazione, GDevelop o Twinery e Canva Pro, cominciano a costruire il videogame dopo aver scelto, collettivamente, il tema e la storia. Dal videogioco sull’Agenda 2030 che presenta 5 livelli sulla tematica della sostenibilità, al videogame sulla Divina Commedia con Dante Alighieri che deve attraversare, sconfiggendo i nemici, i 3 livelli (Inferno, Purgatorio e Paradiso) per raggiungere Beatrice; dal gioco sulla tifoseria di calcio ad una graphic novel su un pilota americano della seconda guerra mondiale fino ad arrivare ad un ranocchio che scopre gli effetti distruttivi degli stupefacenti. Questi sono alcuni degli esempi riportati da Ester Macrì.

Le criticità di tale approccio sono diverse: spesso le scuole sono sfornite di strumentazione tecnica adeguata, le capacità digitali di base dei ragazzi sono sempre minori e il lavoro di gruppo non sempre funziona. Ma, sicuramente, dall’altro lato, le potenzialità dell’approccio sono numerose: un team multidisciplinare che segue costantemente i ragazzi nella realizzazione, un coinvolgimento diretto dei ragazzi stessi, lo sviluppo di vere e proprie competenze e la semplicità degli strumenti adottati rendono il progetto realmente funzionale!

E per il futuro? ReteSviluppo sta già pensando a nuove idee per utilizzare il gaming in forma educativa. La nuova sfida per il futuro, allora, sarà quella di utilizzare il Metaverso per sperimentare nuove esperienze sempre più immersive ed innovative.