Toscana Solidale e Legge 45/2013: un esperimento tutto toscano

by Tommaso Rossi on 9 Dicembre 2013

La Regione Toscana con la legge regionale n. 45 del 2 agosto 2013 prevede una serie di interventi di sostegno economico rivolti alle famiglie numerose e/o con disabili a carico che versano in condizioni economiche svantaggiate, ai nuovi nati e ai lavoratori che non hanno ricevuto lo stipendio per alcuni mesi e che più in generale si trovano in situazioni di grave disagio economico. L’esperienza avviata dalla Regione Toscana, prima Regione a intraprendere questo tipo di iniziativa, avrà una durata di tre anni, dal 2013 al 2015. Dati alla mano: in Toscana tra le 12.000 e le 17.500 famiglie hanno un figlio disabile a carico. Vi sono 4900 famiglie numerose, con almeno quattro figli, di cui 3116 hanno l’indicatore ISEE inferiore ai 24.000 euro. L’età media del parto è 31 anni e la caratteristica regionale è quella di avare il tasso di fecondità tra i più bassi in un paese, l’Italia, in cui il livello di fecondità è tra i più bassi d’Europa.

In Toscana si ha una media di 1,17 figli per donna. Erano necessarie politiche che rispondessero in qualche modo al quadro delineato. Con l’articolo 60 della legge finanziaria per il 2013 (L.R 77/2012) si stanziano 5.000.000 da assegnare alle persone che risultano in condizioni di vulnerabilità e alle famiglie che versano in condizioni economiche difficili. Tali fondi vengono elargiti tramite piccoli prestiti sociali di massimo 3000 euro affidati ad associazioni che operano nel Terzo Settore. I soggetti che verranno coinvolti nelle iniziative di microcredito dovranno essere inseriti in progetti in cui si delineano gli obiettivi da raggiungere per quanto riguarda l’inserimento sociale e il miglioramento delle relazioni nella comunità di riferimento.

La restituzione del prestito dovrà avvenire entro 36 mesi e prevede forme alternative di estinzione del debito tramite lo svolgimento di attività di utilità sociale. Vediamo ora brevemente nel dettaglio l’entità (quanto viene stanziato), l’estensione (chi ne può beneficiare) e la durata (per quanto tempo) delle misure regionali a favore della famiglia. Il contributo a favore dei nuovi nati consiste in un sussidio monetario, un assegno di 700 euro alle madri dei nati nel triennio 2013-2015. Il contributo invece destinato alle famiglie numerose (con 4 figli o più) consiste in un beneficio direttamente proporzionale al numero dei figli: 700 euro per ciascun anno del triennio 2013-2015 con un incremento di 175 euro per ogni figlio oltre il quarto.

Per le famiglie con figli disabili la legge prevede la concessione di un contributo per ogni anno del triennio (2013-2015) di 700 euro per ogni figlio disabile a carico in condizione di accertata sussistenza della condizione di handicap permanente grave (art 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992 n.104). I contributi economici vengono destinati a tutti coloro che abbiano un indicatore ISEE non superiore a 24.000 euro annui. L’intervento riguarda i cittadini italiani, i cittadini europei e gli stranieri titolari della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno.

Per quanto riguarda le modalità procedurali, i contributi vengono concessi dal comune di residenza del richiedente, che svolgerà la funzione di soggetto intermedio nel filtraggio delle istanze da inoltrare alla Regione, ente che provvederà all’erogazione del beneficio. L’istanza, da presentarsi ogni anno, deve essere corredata dell’ultima attestazione ISEE, aggiornata all’ultima dichiarazione. La ricezione delle domande deve avvenire entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale si fa richiesta del contributo. La Regione provvederà alla redazione della modulistica, che verrà pubblicata in evidenza sul sito della Regione.

La legge regionale 45 del 2 agosto 2013 è entrata in vigore ad Agosto, e migliaia sono state già le istanze inoltrate ai diversi comuni. In un periodo contrassegnato dalla significata contrazione di risorse destinate alle politiche sociali, è bene ricordare che la Toscana ha messo in campo uno sforzo in più per dedicare maggiori risorse economiche a sostegno delle famiglie in condizioni di disagio socio-economico, senza tuttavia toccare il sistema dei servizi. I numeri delle richieste dei potenziali beneficiari dei contributi dimostrano che l’intervento regionale si sia andato ad inserire all’interno di una forte domanda sociale. Per maggiori informazioni, si rimanda alla sezione del sito della Regione Toscana dedicata alla L.R. 45/2013 Toscana Solidale

Leggi tutto
Tommaso RossiToscana Solidale e Legge 45/2013: un esperimento tutto toscano

Intervista a Claudia Fiaschi, Presidente di ACI Toscana

by Tommaso Rossi on 27 Novembre 2013

 Intervista al Presidente ACI Toscana sul metodo partecipativo: “Quello che è venuto fuori oggi ci dà degli strumenti di programmazione importanti per il futuro!”

Martedì 26 novembre si è svolto il primo incontro del comitato esecutivo dell’Alleanza delle cooperative italiane Toscana.

La giornata è stata interamente organizzata da ReteSviluppo insieme a Lama, attraverso un processo partecipativo caratterizzato dal dialogo, dall’interazione e dallo scambio di vedute su due temi scelti (quello della promozione alla cooperazione e quello dei mercati emergenti) che ha fatto emergere delle linee politiche comuni per il futuro della nuova rappresentanza della cooperazione in Toscana. Vediamo qual è stata l’opinione del presidente Claudia Fiaschi, che gentilmente ha risposto alle nostre domande.

Ha trovato utile o costruttivo un metodo di lavoro che prevede l’interazione e la partecipazione attiva di tutti i presenti, piuttosto che un’assemblea classica con interventi singoli?

Sì, questo gruppo ha bisogno di affinare le sensibilità e di armonizzare i linguaggi, di individuare degli obiettivi comuni; questo metodo mi sembra funzionale allo scopo e siamo contenti di averlo utilizzato in questa prima assemblea dell’esecutivo.

Dunque un modo per conoscersi meglio all’interno di ACI?

Sì, sicuramente sappiamo che le tre esperienze hanno delle matrici culturali diverse, linguaggi, esperienze che sono il retroterra da cui veniamo, il punto di partenza comune che si costruisce armonizzando i pensieri con il lavoro “gomito a gomito”.

Potrebbe diventare un metodo di lavoro continuativo da riproporre in altre occasioni?

È stata una prima sperimentazione. Io credo molto ai modelli partecipativi, ovviamente non sono da sola, quindi saranno importanti per il futuro le valutazioni di chi ha partecipato oggi, vediamo se riterranno che questo strumento ci aiuterà a disegnare il nostro futuro in maniera più rapida ed efficacie, soprattutto meno pesante. Se è così perché no?

Ha delle sue proposte sul metodo? Sulla durata ad esempio? Ci potrebbe dare alcune sue considerazioni personali.

Sicuramente avremmo avuto bisogno di più tempo, di qualche pausa in più; però sapevamo che oggi era una giornata con queste caratteristiche. Possiamo lavorare sull’affinamento delle domande; sono cose che però progrediscono nel tempo. Ma già quello che è venuto fuori oggi ci dà degli strumenti di programmazione importanti, almeno per quello che ho potuto vedere fino ad oggi.

Leggi tutto
Tommaso RossiIntervista a Claudia Fiaschi, Presidente di ACI Toscana

Dura fotografia dell’IRPET sul mercato del lavoro

by Tommaso Rossi on 28 Marzo 2013

Donne e giovani, il sistema Toscano va in crisi sul lavoro

Il recente rapporto annuale dell’IRPET sul Mercato del lavoro (presentato il 15 Marzo a Firenze) ci illustra le difficoltà che la nostra Regione ha vissuto nello scorso anno e le sfide che deve saper cogliere. Stiamo vivendo la più grave crisi del dopoguerra, la Toscana in questi anni ha mostrato una buona tenuta rispetto alla crisi, in alcuni casi superiore a quella di molte regioni. Il quadro è però decisamente peggiorato e tale tendenza non sembra arrestarsi; l’uscita dalla congiuntura negativa è ancora lontana e il mercato del lavoro mostra segnali evidenti di indebolimento.

È indubbio come l’intensità e la durata della crisi siano tali che la ripresa del mercato del lavoro dipenderà giocoforza da una maggiore crescita, parola fortemente richiamata in questo periodo ma che necessita di azioni concrete a livello nazionale e politiche decise e ben mirate a livello locale.

Nel contesto delineato si inseriscono le nuove fasce in difficoltà e le categorie che maggiormente in questi anni sono state penalizzate: i giovani e le donne. Questo aspetto lo vediamo dai numeri: il tasso di occupazione delle donne toscane diminuisce di quasi due punti percentuali rispetto al 2008 passando dal 56,2% al 55,4%. A questo si aggiunge una maggiore penalizzazione sul fronte dei contratti di lavoro, che vede aumentare per le donne il part time involontario, dal 34,7 del 2008 al 45,8 del 2011. Infine, un altro aspetto non trascurabile riguarda l’aumento delle inattive, che sono cresciute del 6% rispetto al 2008.

Rispetto ai giovani, il rapporto evidenzia come sia la categoria demografica più colpita dalla crisi economica e quella più in generale penalizzata dai cambiamenti strutturali intervenuti nel mercato del lavoro negli ultimi dieci anni. In tale contesto è andata poi ad operare la nuova legge del ministro Fornero, i cui effetti non sembrano essere al momento visibili rispetto alle semplificazioni per sbloccare il lavoro di giovani e precari.

La posizione dei nostri giovani risulta essere più grave rispetto alla media europea con percentuali simili agli altri paesi della fascia mediterranea. Anche su questo punto alcuni numeri possono aiutarci a comprendere la gravità del fenomeno: la fascia di età tra i 15 e 24 anni ha perduto 170 mila occupati, raddoppiando la disoccupazione dal 15 al 30%, mentre raggiunge il 20% nella fascia 15-29. Circa 18 giovani su 100 appartengono oggi ai Neet (giovani che non studiano e non lavorano). Nel 2008 erano 13 su 100. Fra i Neet la prevalenza degli inattivi è maggioritaria (62%), così come la quota di giovani senza esperienze di lavoro (41%).

Questo quadro ci narra un situazione complessa, dove la legislazione nazionale deve fare la propria parte in modo determinato sostenendo e supportando queste categorie in forte difficoltà. Ma anche la Regione Toscana non può esimersi da prendere dei provvedimenti maggiormente decisi e mirati alle singole realtà.

Da tale situazione si esce solo se si propongono interventi concreti per agevolare il mercato del lavoro delle donne, giovani e meno giovani, e delle misure più adeguate a colmare il problema della conciliazione lavoro-famiglia, questione che penalizza maggiormente le donne che devono essere assunte con contratti più stabili.

Sui giovani, il dato che emerge è che giovaniSI non basta. Serve un maggiore sostegno all’occupazione in generale e non solo ai tirocini retribuiti, ancora oggi strumenti poco remunerati e in alcuni casi utili per approfittare delle speranze dei giovani. Così come servono delle misure fiscali più coraggiose per agevolare l’impresa che assume, proponendo anche maggiori sistemi di premialità. Ma serve anche dare entusiasmo a quei giovani che hanno perso speranza nel futuro, ma qui il compito non è solo politico!

Leggi tutto
Tommaso RossiDura fotografia dell’IRPET sul mercato del lavoro